06 Aprile 2011

Omeopatia: Stato d'animo e patologia d'organo

Per Edward Bach la malattia non è frutto del caso e non arriva sempre e solo dall'esterno, ma nasce e si sviluppa in relazione a certe predisposizioni dell'animo, a certe inclinazioni-consapevoli e non-della psiche e delkl'atteggiamento mentale ed emotivo. Una sorta di vero e proprio linguaggio dell'anima insomma, una sorta di messaggio che parte prima di tutto da dentro ogni essere vivente.
Va precisato che questo non deve servire a colpevolizzare il malato anche quando siamo noi stessi! Serve piuttosto ad esortare ogniuno di noi a considerare i nostri errori ( mentali, emotivi, frutto di pulsioni più o eno incoercibili, alimentari etc) e a cercare la soluzione e la risoluzione in positivo, in un tentativo di superamento del problema, non una sua rimozione-avulsione. innanzitutto quindi un invito a guardarsi serenamente dentro, senza giudizi o autogiudizi. In un secondo momento a cercare un aiuto nel fiore, un aiuto ad un cambiamento che ci possa aiutare a rimuovere gli sbagli che potrebbero essere il fertile terreno della patologia. Le medicine energetiche ( MTC,Ayurveda, Omeopatia etc) considerano il traid-d'union tra malattia e stato di una persona. La medicina tradizionale occidentale invece qasi per nulla, infatti questa si preoccupa della malattia in sè. Le medicine energetiche cercano invece di curare quel malato in quanto tale e in quanto peculiare persona, non solo come semplice oggetto colpito da una malattia. Il compito difficile di un medico olista è proprio questo: mediare  tra le opposte impostazioni delle varie scuole prendendo e portando al proprio malato il meglio dell'aiuto delle une e dell'altra senza cadere in rischiosi atteggiamenti fideisti ma senza neanche appiattirsi  sulla mera visione meccanicistica della malattia e del suo svolgimento, sapendo che è la forza e volontà a vario livello di guarigione del cosidetto"paziente" e cioè la sua capacità di superamento(soprattutto a livello psicologico) della malattia che può fare la differenza ai fini del successo della propria prestazione.
Il messaggio di bach è proprio: Curare il malato, non la malattia.
Lo specchietto sottostante riporta le principali connessioni tra stato d'animo e patologia di un organo desunte dalle varie culture mediche





PAURA           RENE


RABBIA          FEGATO



TRISTEZZA     POLMONE


GIOIA-INFELICITA'     CUORE


CONTATTO    CUTE



AUTOSTIMA-DISISTIMA    PANCREAS



AFFETTI FAMILIARI               INTESTINO
EMOZIONI-DISPONIBILITA' 



FRUSTRAZIONE     COLECISTI E VIE BILIARI


STRESS       IPOFISI-ASSE NEURO ENDOCRINO



SESSUALITA'      UTERO PROSTATA



DEDIZIONE- NEGAZIONE    VAGINA-PENE



FIDUCIA- SFIDUCIA    GENGIVE



AGGRESSIVITA'    DENTI - GENGIVE



RIGIDITA' DUREZZA      OSSA



ELASTICITA'- RIGIDITA'      ARTICOLAZIONI



PREOCCUPAZIONE-ACCETTAZIONE      STOMACO



ELABORAZIONE         MILZA



CONTATTO CON IL PRESENTE           PIEDI



EGO                TUMORE

kshdusg

khiduygsfys

 
01 Gennaio 2010

La magia del Natale cristiano

 

La notte di Natale 1914, nelle trincee del fronte occidentale (Francia e Belgio) ci fu una tregua.

Non la ordinarono i comandi supremi; la dichiararono i soldati, che sui due fronti uscirono allo scoperto, si abbracciarono, fumarono e cantarono insieme.

L'episodio preoccupò enormemente gli Stati Maggiori, che si preoccuparono anche di cancellarne la memoria.

Qui di seguito, la lettera di un soldato inglese che ne scrisse alla sorella.

«Giorno di Natale 1914.

Janet, sorella cara,

sono le due del mattino e la maggior parte degli uomini dormono nelle loro buche, ma io non posso addormentarmi se prima non ti scrivo dei meravigliosi avvenimenti della vigilia di Natale.

In verità, ciò che è avvenuto è quasi una fiaba, e se non l'avessi visto coi miei occhi non ci crederei. Prova a immaginare: mentre tu e la famiglia cantavate gli inni davanti al focolare a Londra, io ho fatto lo stesso con i soldati nemici qui nei campi di battaglia di Francia!

Come ti ho già scritto, negli ultimi giorni ci sono stati pochi combattimenti gravi. Le prime battaglie hanno fatto tanti morti, che entrambe le parti si sono trincerate, in attesa dei rincalzi. Sicché per lo più siamo rimasti nelle trincee ad aspettare.

Ma che attesa tremenda! Ci aspettiamo ogni momento che un obice d'artiglieria ci cada addosso, ammazzando e mutilando uomini. E di giorno non osiamo alzare la testa fuori dalla terra, per paura del cecchino.

E poi la pioggia: cade quasi ogni giorno. Naturalmente si raccoglie proprio nelle trincee, da cui dobbiamo aggottarla con pentole e padelle. E con la pioggia è venuto il fango, profondo un piede e più. S'appiccica e sporca tutto, e ci risucchia gli scarponi. Una recluta ha avuto i piedi bloccati nel fango, e poi anche le mani quando ha cercato di liberarsi...

Con tutto questo, non potevamo fare a meno di provare curiosità per i soldati tedeschi di fronte noi. Dopo tutto affrontano gli stessi nostri pericoli, e anche loro sciaguattano nello stesso fango.

E la loro trincea è solo cinquanta metri davanti a noi. Tra noi c'è la terra di nessuno, orlata da entrambe le parti di filo spinato, ma sono così vicini che ne sentiamo le voci.

Ovviamente li odiamo quando uccidono i nostri compagni. Ma altre volte scherziamo su di loro e sentiamo di avere qualcosa in comune. E ora risulta che loro hanno gli stessi sentimenti.

Ieri mattina, la vigilia, abbiamo avuto la nostra prima gelata. Benché infreddoliti l'abbiamo salutata con gioia, perché almeno ha indurito il fango. Tutto era imbiancato dal gelo, mentre c'era un bel sole: clima perfetto per Natale.

Durante la giornata ci sono stati scambi di fucileria. Ma quando la sera è scesa sulla vigilia, la sparatoria ha smesso interamente. Il nostro primo silenzio totale da mesi! Speravamo che promettesse una festa tranquilla, ma non ci contavamo. Ci avevano detto che i tedeschi potevano attaccarci e coglierci di sorpresa.

Io sono andato al mio buco per riposare, e avvolto nel cappotto mi devo essere addormentato.

Di colpo un camerata mi scuote e mi grida: ?Vieni a vedere! Vieni a vedere cosa fanno i tedeschi! Ho preso il fucile, sono andato alla trincea e, con cautela, ho alzato la testa sopra i sacchetti di sabbia.

Non ho mai creduto di poter vedere una cosa più strana e più commovente. Grappoli di piccole luci brillavano lungo tutta la linea tedesca, a destra e a sinistra, a perdita d'occhio.

Che cos'è?, ho chiesto al compagno, e John ha risposto: 'alberi di Natale!'.

Era vero. I tedeschi avevano disposto degli alberi di Natale di fronte alla loro trincea, illuminati con candele e lumini. E poi abbiamo sentito le loro voci che si levavano in una canzone: ' stille nacht, heilige nacht…'.

Il canto in Inghilterra non lo conosciamo, ma John lo conosce e l'ha tradotto: 'notte silente, notte santa'. Non ho mai sentito un canto più bello e più significativo in quella notte chiara e silenziosa.

Quando il canto è finito, gli uomini nella nostra trincea hanno applaudito. Sì, soldati inglesi che applaudivano i tedeschi! Poi uno di noi ha cominciato a cantare, e ci siamo tutti uniti a lui: 'the first nowell (1) the angel did say…'.

Per la verità non eravamo bravi a cantare come i tedeschi, con le loro belle armonie. Ma hanno risposto con applausi entusiasti, e poi ne hanno attaccato un'altra: 'o tannenbaum, o tannenbaum…'.

A cui noi abbiamo risposto: 'o come all ye faithful…'. (2)

E questa volta si sono uniti al nostro coro, cantando la stessa canzone, ma in latino: 'adeste fideles…'.

Inglesi e tedeschi che s'intonano in coro attraverso la terra di nessuno!

Non potevo pensare niente di più stupefacente, ma quello che è avvenuto dopo lo è stato di più.

'Inglesi, uscite fuori!', li abbiamo sentiti gridare, 'voi non spara, noi non spara!'.

Nelle trincea ci siamo guardati non sapendo che fare. Poi uno ha gridato per scherzo: 'venite fuori voi!'.

Con nostro stupore, abbiamo visto due figure levarsi dalla trincea di fronte, scavalcare il filo spinato e avanzare allo scoperto. Uno di loro ha detto: 'Manda ufficiale per parlamentare'.

Ho visto uno dei nostri con il fucile puntato, e senza dubbio anche altri l'hanno fatto - ma il capitano ha gridato 'non sparate!'. Poi s'è arrampicato fuori dalla trincea ed è andato incontro ai tedeschi a mezza strada. Li abbiamo sentiti parlare e pochi minuti dopo il capitano è tornato, con un sigaro tedesco in bocca!

Ci siamo accordati 'niente fuoco fino a mezzanotte di domani', ha annunciato. 'Ma tutte le sentinelle restino ai loro posti, e tutti gli altri stiano sul chi vive'.

Nel frattempo gruppi di due o tre uomini uscivano dalle trincee e venivano verso di noi. Alcuni di noi sono usciti anch'essi e in pochi minuti eravamo nella terra di nessuno, stringendo le mani a uomini che avevamo cercato di ammazzate poche ore prima.

Abbiamo acceso un gran falò, e noi tutti attorno, inglesi in kaki e tedeschi in grigio. Devo dire che i tedeschi erano vestiti meglio, con le divise pulite per la festa. Solo un paio di noi parlano il tedesco, ma molti tedeschi sapevano l'inglese. Ad uno di loro ho chiesto come mai.

'Molti di noi hanno lavorato in Inghilterra', ha risposto. 'Prima di questo sono stato cameriere all'Hotel Cecil. Forse ho servito alla tua tavola!' 'Forse!', ho risposto ridendo.

Mi ha raccontato che aveva la ragazza a Londra e che la guerra ha interrotto il loro progetto di matrimonio. E io gli ho detto: 'non ti preoccupare, prima di Pasqua vi avremo battuti e tu puoi tornare a sposarla'.

Si è messo a ridere, poi mi ha chiesto se potevo mandare una cartolina alla ragazza, ed io ho promesso.

Un altro tedesco è stato portabagagli alla Victoria Station. Mi ha fatto vedere le foto della sua famiglia che sta a Monaco. Sua sorella maggiore non è niente male, io gli ho detto che mi piacerebbe conoscerla. Lui raggiante mi ha detto che gli piacerebbe molto, e mi ha dato l'indirizzo.

Anche quelli che non riuscivano a parlare si scambiavano doni, i loro sigari con le nostre sigarette, noi il tè e loro il caffè, noi la carne in scatola e loro le salsicce. Ci siamo scambiati mostrine e bottoni, e uno dei nostri se n'è uscito con il tremendo elmetto col chiodo! Anch'io ho cambiato un coltello pieghevole con un cinturame di cuoio, un bel ricordo che ti mostrerò quando torno a casa.

Ci siamo scambiati anche dei giornali, e i tedeschi se la ridevano leggendo i nostri. Ci hanno dato per certo che la Francia è alle corde e la Russia quasi disfatta. Noi gli abbiamo ribattuto che non era vero, e loro. 'Va bene, voi credete ai vostri giornali e noi ai nostri'.

E' chiaro che gli raccontano delle balle, ma dopo averli incontrati anch'io mi chiedo fino a che punto i nostri giornali dicano la verità. Questi non sono i 'barbari selvaggi' di cui abbiamo tanto letto. Sono uomini con case e famiglie, paure e speranze e, sì, amor di patria. Insomma sono uomini come noi. Come hanno potuto indurci a credere altrimenti?

Siccome si faceva tardi abbiamo cantato insieme qualche altra canzone attorno al falò, e abbiamo finito per intonare insieme - non ti dico una bugia - 'Auld Lang Syne'. Poi ci siamo separati con la promessa di rincontraci l'indomani, e magari organizzare una partita di calcio.

Stavo tornando alla trincea quando un tedesco più anziano m'ha preso il braccio e ha detto: Dio mio, perché non possiamo fare la pace e tornare a casa?

Gli ho detto senza cattiveria: 'chiedilo al tuo imperatore'.

Lui mi ha guardato come scrutandomi: 'forse, amico. Ma dobbiamo chiederlo anche al nostro cuore'.

E insomma, sorella mia, c'è mai stata una vigilia di Natale come questa nella storia?

Per i combattimenti qui, naturalmente, significa poco purtroppo. Questi soldati sono simpatici, ma eseguono gli ordini e noi facciamo lo stesso. A parte che siamo qui per fermare il loro esercito e rimandarlo a casa, e non verremo meno a questo compito.

Eppure non si può fare a meno di immaginare cosa accadrebbe se lo spirito che si è rivelato qui fosse colto dalle nazioni del mondo. Ovviamente, conflitti devono sempre sorgere. Ma che succederebbe se i nostri governanti si scambiassero auguri invece di ultimatum?

Canzoni invece di insulti? Doni al posto di rappresaglie? Non finirebbero tutte le guerre?

Il tuo caro fratello Tom».

Molti di questi uomini si sarebbero uccisi a centinaia di migliaia nei mesi e negli anni seguenti. Forse, la tregua di Natale fu possibile solo perché il paesaggio attorno non era ancora ridotto

ai crateri devastati della grande guerra, c'erano ancora attorno campi e case, la dolce campagna francese.

E la disumanizzazione del nemico non aveva ancora fatto presa nelle anime.

Era ancora l'Europa: un’Europa un pochino cristiana.

Natale 1914.

Maurizio Blondet

 
31 Dicembre 2009

Invito all'ascolto

 
30 Dicembre 2009

Preghiera al dio di tutti i mondi, di tutti gli esseri e di tutti i tempi

Preghiera al dio di tutti i mondi, di tutti gli esseri e di tutti i tempi 

Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l’un l’altro, 

né delle mani per ucciderci a vicenda. 

Aiutaci a sopportare vicendevolmente una vita penosa e passeggera. 

Fai in modo che le piccole differenze tar i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, 

tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, tra tutte le nostre convinzioni che a noi sembrano così diverse e che invece per te sono uguali, insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono questi piccoli ammassi di atomi chiamati “uomini”, non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. 

Fà in modo che coloro che hanno gli abiti colorati di rosso o di violetto, che dominano su una piccola parte di questo mucchio di fango che è la terra, a sua volta insignificante nell’universo, 

e che posseggono qualche frammento di richezza, gioiscano senza inorgoglirsi troppo di ciò che considerano “ricchezza” o “grandezza”, e che gli altri li guardino senza invidia : perché tu sai che in queste cose vane e futili non c’è nulla da inviadiare , niente per cui inorgoglirsi. 

Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri, ed utilizziamo il breve istante della nostra esistenza , per benedire in mille lingue diverse, 

la tua bontà che ci ha donato questo istante 

estratto dal trattato sulla tolleranza 

Voltaire 

amore


Tags: voltaire
 
09 Ottobre 2009

titolo nuovo diario

cibo per animali

 
30 Settembre 2009

SIGNORAGGIO BANCARIO

Appello contro la Dittatura Bancaria e Tecnofinanziaria.


No alla vita basata sul prestito e sull’usura.

No al debito eterno degli Stati, dei Popoli e dei Cittadini. 

Il Popolo (attraverso lo Stato) torni titolare della Sovranità Monetaria.

La questione della Sovranità Monetaria non è questione economica. Riguarda tutti gli aspetti della nostra vita. La Banca Centrale Europea, proprietà delle Banche Nazionali Europee, come Bankitalia, emette le banconote di Euro. Per questa stampa pretende un controvalore al 100% del valore nominale della banconota (100 euro per la banconota da 100 Euro), appropriandosi del poter d’acquisto del denaro che crea a costo zero e senza garantirlo minimamente. E’ un’incredibile regalia truffaldina ai danni della popolazione intera. Gli Stati pagano questa cifra con titoli di Stato, quindi indebitandosi. Su questo debito inestinguibile, pagheranno (pagheremo) gli interessi passivi per sempre. Con le tasse dei cittadini, o vendendo a privati beni primari, come le fonti d’acqua. Per contenere il debito pubblico, che è generato soprattutto dal costo dell’emissione del danaro che lo Stato paga alla BCE, ogni governo è costretto ad aumentare una pressione contributiva diretta ed indiretta sempre più alta nel tempo, che per alcuni soggetti, i più deboli, corrisponde ad un prelievo forzoso di oltre il 60% del proprio guadagno. Questo enorme profitto è incamerato ingiustamente, illegittimamente ed anticostituzionalmente dalla BCE, ovvero dai suoi soci, le Banche Nazionali, a loro volta controllate da soggetti privati. Queste Banche sono di proprietà privata, e, soprattutto, di gestione privata, anche se ingannevolmente vengono fatte passare per “pubbliche”. Gli utili che traggono dalla emissione monetaria vengono occultati attraverso bilanci ingannevoli, in cui si fa un’arbitraria compensazione dei guadagni da Signoraggio con inesistenti uscite patrimoniali. Dopo 60 anni di Signoraggio (il guadagno sull’emissione) esercitato da Bankitalia e BCE, l’Italia ha un enorme debito pubblico generato esclusivamente dai costi per l’emissione del danaro pagati alle Banche Centrali. Se l’emissione del danaro fosse stata affidata allo Stato, senza creare debito, oggi non avremmo un solo euro di debito pubblico e le tasse da reddito potrebbero non esistere od incidere minimamente sui redditi da lavoro. Tutti i costi sociali (pubblico impiego, opere, scuole, ospedali) si sarebbero potuti coprire con i proventi da IVA (imposta sul valore aggiunto) magari maggiorata al 30% per i prodotti di lusso e non popolari, e da tasse su transazioni soggette a pubblica registrazione. Senza usura contro lo Stato da parte delle Banche Centrali, che ha costretto lo Stato a vessare i propri cittadini con tasse spropositate (ricordate il prelievo sul conto corrente voluto dal banchiere Ciampi, travestito da uomo politico?), non bisognerebbe lavorare 30 anni per comprare una piccola casa, pagando tassi da usura. Non esisterebbe il degrado sociale, la povertà, il precariato, la delinquenza come mezzo di sopravvivenza di massa. Senza il Signoraggio delle Banche Centrali gli Stati non avrebbero più debiti e non sarebbero più costretti a tassare e tartassare i propri cittadini, a sottoporli a forme di controllo poliziesco per la determinazione dei redditi. I guadagni da lavoro dipendente ed autonomo sarebbero tutti legittimi, provati e dichiarabili senza timore, senza evasione, senza elusione, e l’unica tassa da riscuotere sarebbe quella sull’acquisto di beni e servizi, favorendo quelli per la sussistenza con aliquote più basse ed  alzando le aliquote per i prodotti voluttuari e di lusso. Ritornando la sovranità monetaria nelle mani degli Stati sovrani si eliminerebbe il debito degli stessi e di conseguenza di larga parte della popolazione. L’esistenza di noi tutti, condizionata e vincolata fin dalla nascita dal principio usurocratico del debito sarebbe sollevata dall’angoscia da rata, da scoperto di conto corrente, da pignoramento, da sfratto, da banca dati della puntualità dei pagamenti. Le nostre vite sarebbero liberate dall’assillo dal lavoro, del doppio lavoro, del bisogno di guadagnare tanto, per poi pagare il 60% del proprio guadagno allo Stato, perché lo Stato è sotto l’usura dei Banchieri. Merita trattazione a parte l’analisi delle influenze sulla nostra vita dell’assillo economico. Influenze negative di carattere psichico, culturale, sociale. Con i drammi della povertà, dell’emigrazione, del doppio lavoro familiare, del lavoro precario, del lavoro insicuro, delle pensioni minime, che, senza la voracità da usura delle Banche Centrali, si sarebbero potuti evitare. Sottoponiamo l’appello a deputati, senatori, giornalisti, intellettuali, contestatori, anticonformisti, per promuovere la proposta di legge che faccia tornare l’emissione monetaria in mano statale, ovvero politica e popolare. Diffondiamo la verità negata: viviamo in una dittatura bancaria che impone a tutti l’angoscia esistenziale della vita basata sui debiti. 

Azzeriamo il debito degli Stati

Eliminiamo la schiavitù degli indebitati per sopravvivere.

Riprendiamoci la nostra vita e la nostra libertà. 

 

 
11 Giugno 2009

LETTERA APERTA ALLA MUNICIPALE DI FIRENZE

Carissimi,
dopo aver ricevuto l'ennesima multa a cazzo ho deciso di scrivere.
Sono una studentessa a Firenze e non appena sono arrivata con la mia macchinina sono subito andata a procurarmi un permesso per parcheggiare nelle zone residenti di firenze, il permesso che mi è stato dato dopo aver pagato 25,00 euro è un permesso per parcheggiare in tutti i settori con zcs 1,2,3,5,6. Prima quando abitavo in zona signoria potevo parcheggiare su tutte le strisce bianche del lungarno e nonostante le interminabili attese per trovare parcheggio, soprattutto di giovedi,venerdì, sabato e domenica (1 volta ho girato 2h e mezza) la cosa mi andava bene. Ora mi sono trasferita ma abito sempre in centro adesso in zona indipendenza, insomma in via nazionale unica via di firenze che permette ai suoi abitanti di arrivare alla stazione, via quindi non soggetta a ztl che invece è attiva da via guelfa. Una persona normale pensa questa è zcs 3, io ho il permesso per zcs3, non è ztl, parcheggio nelle strisce bianche come ho sempre fatto senza mai avere problemi? La risposta da bravo guidatore sarebbe senz'altro SI PARCHEGGIO. Invece no perchè per parcheggiare in via MONTANELLi ci vuole un permesso speciale che non so quanto mi costerà....
Mi sono esaurita,
non conto più le multe che mi sono state recapitate, per non parlare delle volte in cui arrivata al parcheggio sicuro non trovo più la macchina perchè dalla notte alla mattina è spuntato un cartello che vieta di parcheggiare in quel posto e quindi mi hanno portato via la macchina....100 euro. IO NON SONO UNA NABBABBA e mi sono scocciata dell'inchiarezza dei cartelli di firenze mi sono scocciata proprio di firenze dove non puoi fare 1 passo senza il problema del parcheggio, i mezzi pubblici inefficenti e luridi. Se io ho un permesso per parcheggiare nelle zone residenti è possibile che da un giorno all'altro si decida che io non ci posso lasciare la macchina di giorno ma solo di notte, senza nessun avviso? Dove me la metto io la macchina di giorno in testa?? Tutto ciò signori per costringerci a pagare 1euro l'ora per lasciare la macchina sulle strisce blu, nel caso poi il posto almeno sulle strisce blu lo troviate!
Sono sconvolta un residente a firenze dovrebbe poter parcheggiare dove minchia gli pare, perchè se va a fare la spesa che fa si va prima  a fare il permesso per parcheggiare vicino al supermercato?
Vi fa davvero tanto bene compiacere la moglie del vostro beneamato sindaco rimpinzandola di danaro? io mi sarei stancata.
Roberta Sozzo

Tags: multe
 
19 Aprile 2009

4:58

Le ore sulla luna danzano come una camomilla nella tazza aspetta frenetica di essere bevuta  mentre una tastiera prova a raccontare il perché nel pieno di queste ore ancora viene battuta senza una via di uscita.

 le urla nel silenzio di un vuoto pieno di perché assalgono chi cerca di dimenticare.

 far scivolare il sugo in un baratro dove non c'è ritorno è inutile quando le note si agitano vorticosamente sulla testa degli insonni e tutto diventa una condanna. E' quasi impossibile rimanere calmi quando non intende andar  giù dalla pentola nel cesso di un'esistenza verde di marcio mentre il nuovo fa innalzare bandiere in nuove battaglie, neanche Hitler si arrese nel fervore dei suoi ultimi giorni e quando questo non gli lasciò scampo sparò il suo ultimo colpo in canna. un proiettile per battere un chiodo da annientare nella propria mente. Mentre la forza dell'esistenza spinge l'uomo a rialzarsi sperando disperatamente nella forza di quell'ultimo colpo, quel  chiodo rimette il quadro al suo posto.

le sigarette si chiamano per nome ormai, eroine di una battaglia che non intende allentare la morsa, la camomilla evapora nelle parole di una bocca chiusa, nella speranza di non riuscire più a tornare acqua mentre i fiumi si devono arrendere a finire in bottiglie dai colori sgargianti in una solitudine che solo l'essere in tanti può spiegare. 

Ed è nel silenzio del sole sulla luna che tutto questo parlare svanisce come le bambole che appena spiate subito tornano veloci al loro posto senza lasciare traccia del valzer danzato nel vuoto della stanza.

Tags: 4 58
 
10 Aprile 2009

lullaby

Quando il bianco ti disturba non c'è altro da fare se non ucciderlo.
il mio amore è nero, solo il bianco potrebbe prenderlo, il bianco scompare davanti al nero.
oggi mi sento sarcarstica come 1 orso che prende a padellate i pesci, vorrei barattare il mio letto peloso e trasferirlo sulle mattonelle
venite gente venite!
in realtà mento.
ci stò prendendo il callo e altro che tabacco siervirebbe... ma una stecca di sigarette

l'aria che uscì

in un bel giono di pioggia che pioggia non fu l'aria decise di uscire. Lo stupore della gente al suo passaggio non era più così forte, era quasi naturale perchè naturale lei era. le mucche la conoscono talmente tanto che la salutano entusiaste dal buco dell'ozono e anche forse il funghetto fra i due alberi la conosce perchè la saluta...
L'aria quel giorno decise che era venuto il momento di fare una passeggiata e allora sospinta dall'impeto della curiosità spazzo via le nuvole accatastandole da una parte in modo da poter attaversare le fronde degli alberi e assaporare i loro profumi, così si rese conto di quanto lei fosse diventata profumata e trovò la consapevolezza di se stessa in mezzo alle altre che di fiori e cieli azzurri invece non ne avevano voluti conoscere.

over the oceans

Una carezza, una dolce confusione sul viso quasi a chiedere perchè

 
10 Febbraio 2009

Auguri per la nuova vita

Stavo giusto pensando alla , vita di merda quando tra un canale è l''altro è morta.

E' morta di fame di stenti... quello che volete ma finalmente è morta; facendo l'ombrello a tutti quelli che la volevano viva e vaffanculo a tutti gli ideali perchè se non puoi bere una birra con i tuoi amici e ridere quando il passare degli anni ci rende assurdi allora sarà il caso di morire almeno quello te lo puoi permettere. è morta con svariati giorni di anticipo sulle previsioni degli esperti in parlamento che prima volta nella storia erano tutti intenti, uniti nello scopo di farla corrodere dalle piaghe per il tempo che la macchina che la teneva in vita ci metteva a corrodersi lei. Tutto questo per compiacere chi? moralisti di merda. santi e papi. Lei è morta e che adesso se la spassi a vada a fare una strizzatina di palle a chi le voleva tutto il male del mondo.

 

Tags: vivi
 
08 Febbraio 2009

come sempre universale

la mente mente.

allora questo è il grande dilemma cercare di capire cosa ci voglia dire la mente quando mente.

un animale quando ha sonno dorme quando ha fame mangia, prende la vita per come viene ed ogni opportunità è buona per cambiare, a meno che..non ci sia un padrone che gli dica cosa fare. eppure anche allora ogni buona occasione è buona per conoscere.

le persone non sono così, troppi fattori le influenzano eppure ogni vita ha bisogno di un sogno da inseguire, farlo senza che i fattori lo influenzino è quello che impedisce il loro raggiungimento; cos'ha perso l'uomo che non riesce a raggiungere il suo sogno o che non riesca neanche a trovarlo. Cos'è un sogno. un pc nuovo? o uno scopo di vita? un figlio oppure è un sorriso? oppure la consapevolezza di quello che si è a prescindere da tutto. Tutto quello che si chiede è di vivere, si vive per dondolare su di un altalena per imparare a leggere e a fare i conti per avere un borsa e del trucco per trovare qualcuno che ci aiuti ed accompagni in una nuova famiglia per mantenerla, oppure tutte queste cose sono solo inutili. una famiglia perché non si ha niente di meglio da fare niente di meglio da sperare se non sperare nel sogno che almeno una parte del tuo sangue possa raggiungere quello che non sappiamo di desiderare. forse l'uomo ha perso il sano cinismo pur essendolo forse ancora di più. 

 
17 Ottobre 2008

133/2008

Il 25 giugno 2008, su proposta del Ministro del Tesoro Tremonti, il

Consiglio dei Ministri approva (all’unanimità, Ministro dell’Università

Gelmini compresa!) il Decreto Legge n. 112 (DL 112) concernente:

Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la

competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione

tributaria

 

- Il 25 giugno la CRUI e poi il 12 luglio i Rettori dell’Emilia Romagna stilano un documento di dura critica al DDL

 

Seguono rassicurazioni di possibili cambiamenti nella conversione

in legge...

 

 

Il 6 agosto 2008, il Parlamento approva in via definitiva il DL 112,

di fatto nella sua formulazione di partenza

 

- Il 25 settembre la CRUI ribadisce la propria posizione estremamente critica e ipotizza forme di protesta

 

 

Taglio dei finanziamenti pubblici all’Università (FFO)‏

FFO (Fondo Funzionamento Ordinario): finanziamento ministeriale del sistema universitario (6820 milioni di euro nel 2008)‏

Tagli del FFO nel DL 112: 63,5 milioni di euro per il 2009

190 milioni di euro per il 2010

316 milioni di euro per il 2011

417 milioni di euro per il 2012

455 milioni di euro per il 2013

 

Si tratta in totale di quasi 1500 milioni di euro di riduzione in cinque anni,

Una media di 300 milioni di euro per anno. Si passa dalla riduzione

dell’ordine dell’uno per cento nel 2009 ad una riduzione del 7,8 per cento

fra il 2012 e il 2013 !!!!!

 

Tanto per fare dei confronti (“L'Università costa troppo...”):

 

6820 milioni di € nel 2008 per il funzionamento ordinario (inclusi

gli stipendi di TUTTO il personale per TUTTE le Università)‏

 

2000-3000 milioni di € per ripianare i debiti Alitalia (la “bad company”

destinata al fallimento)‏

 

Costo della sola camera deputati (senza i benefits addizionali):

nel 2008: 1032 milioni di €, nel 2009 1074 milioni di € (Corriere della sera)

 

Considerando i 60.000 docenti e i 600 deputati questo significa‏ 113.666 Euro per docente

contro 1.720.000 per deputato

 

 

Ed ora un confronto con la spesa per studente negli altri paesi

europei e negli Stati Uniti:

 

Dal confronto con gli altri paesi avanzati (dati OCSE) emerge infatti la

necessità di un aumento, e non di una diminuzione, del

finanziamento pubblico (ma anche privato) al sistema Università!

 

1) Spesa annuale per studente:

USA: 24370$, Inghilterra: 13506$, Germania: 12446$

Francia: 10995$, Media OCSE: 11512$, Italia: 8026$

2) Spesa pubblica annuale per studente:

USA: 8400$, Inghilterra: 9400$, Germania: 10200$

Francia: 9300$, Media OCSE: 8400$, Italia: 5400$

 

Conseguenze del taglio FFO:

i) riduzione dei servizi agli studenti

ii) riduzione delle infrastrutture (aule, laboratori, biblioteche)‏

iii) peggioramento della qualità della didattica

iv) riduzione delle attività di ricerca

con un peggioramento globale della qualità delle nostre Università ed

ulteriore perdita di competitività rispetto alle Università straniere.

 

 

Riduzione del turn-over del personale

 

Il DL 112 fissa un limite massimo di

i) 1 su 10 per il 2009 ii) 1 su 5 per il 2010 ed il 2011 iii) 1 su 2 per il 2012

di nuove assunzioni rispetto al numero di pensionamenti. Il limite sul turn-over

si applica a ciascuna Università prescindendo dalla efficienza nell’uso delle

risorse (e del rispetto del limite del 90% per la spesa di stipendi del personale)‏

 

Implicazione a medio termine a legislazione costante:

dimezzamento del numero di docenti!

 

Dati OCSE sul rapporto (numero studenti / numero docenti):

USA: 15.1 Germania: 12.4 Francia: 17.0 Inghilterra: 16.4

Media OCSE: 15.3 Italia: 20.4

Il confronto con gli altri paesi industrializzati suggerisce che il numero di

docenti universitari dovrebbe aumentare invece che diminuire!

 

Situazione attuale: un docente/ricercatore dedica in media metà del tempo

alla didattica e metà del tempo alla ricerca

 

Assumendo un numero stazionario di studenti: se il numero di

docenti/ricercatori si dimezza, allora ciascun docente/ricercatore dovrà

raddoppiare il tempo dedicato alla didattica per preservare le attuali

attività formative

 

Situazione futura: il docente/ricercatore dovrà dedicare tutto il suo tempo

all’insegnamento e non potrà svolgere l’attività di ricerca

 

Conseguenze:

  • Abbassamento generale della qualità della didattica

  • Lo studente non potrà interagire con il mondo della ricerca e della produzione di nuove conoscenze

  • Impossibilità di svolgimento di tesi sperimentali causa l’assenza di laboratori di ricerca

  • Non si potranno formare nuovi ricercatori: le scuole di dottorato spariranno in assenza di attività di ricerca

  • Sparizione delle Università pubbliche come sedi dello sviluppo delle nuove

  • Conoscenze. Gli Atenei si trasformeranno in super-Licei

     

 

Università come Fondazioni

 

Il DL 112 introduce la facoltà per l’Università pubbliche di trasformarsi in Fondazioni in grado di raccogliere finanziamenti privati.

 

Implicazioni:

1) La natura pubblica delle Università verrà annullata. La ricerca

potrà essere condizionata dagli enti finanziatori

2) Dividerà gli Atenei in Fondazioni di classe A e di classe B in funzione

della capacità economica della regione di appartenenza.

3) Il sistema del “diritto allo studio” verrà cancellato e non sarà più

assicurata la possibilità di studi universitari ai “meritevoli anche se in

condizioni disagiate” (Art. 34 della Costituzione)

4) Sparirà la differenza rispetto alle Università private, ad esempio per

le tasse universitarie:

(alla Bocconi ammontano attualmente da 4300 a 9650 euro/anno)

 

 

In conclusione:

 

Visti i prevedibili effetti catastrofici del DL 112, la Facoltà richiede al

Governo ed al Parlamento l’emanazione degli opportuni provvedimenti

che assicurino le adeguate risorse finanziarie ed umane affinché

l’Università pubblica continui ad esistere e svolgere al meglio le sue funzioni.

 

Ci appelliamo all’opinione pubblica ed alle forze sociali affinché, dopo

aver valutato le conseguenze nefaste della possibile scomparsa

dell’Università pubblica, si uniscano a noi in tale richiesta.

 

Si auspica una seria valutazione sulla didattica e sulla ricerca e

della gestione dei bilanci universitari, sottolineando che l’attribuzione delle

risorse va operata sulla base di una esplicita politica di valutazione






protesta

Tags: protesta
 
25 Giugno 2008

Gregge trovate un nuovo pastore o vagate in pace da sole tanto l'erba c'è anche se non ve la vogliono far vedere....

Berlusconi ha un problema.
 
Un processo che sta arrivando a sentenza entro l’estate: il processo Mills.
 
Guardate, non è un processo che nasce dalla perfidia delle toghe rosse.
 
Quello è un processo che nasce dal fatto che un giorno l’avvocato Mills, già consulente della Fininvest per la finanza estera, inglese, scrive una lettera al suo commercialista, Bob Drennan. Gli dice: “guarda che mister B. – che sarebbe il nostro presidente del Consiglio – mi ha fatto avere in Svizzera, tramite un suo dirigente, Bernasconi che poi è morto – seicentomila dollari. Me li ha fatti avere in nero, perché quelli sono un regalo in cambio delle mie testimonianze reticenti davanti al tribunale di Milano. Quando sono stato chiamato a testimoniare contro di lui, su di lui, nel processo delle mazzette alla GdF e nel processo dei fondi neri di All Iberian, io non è che proprio ho mentito. Ho fatto lo slalom, ho fatto lo zig zag. Non ho detto tutto quello che sapevo, e l’ho tenuto fuori – dice testualmente Milss al suo commercialista – da un mare di guai”.
 
Questo, in Italia, ma anche in Inghilterra, si chiama falsa testimonianza perché ha giurato di dire tutta la verità. E se uno in cambio di una falsa testimonianza poi prende dei soldi questa si chiama corruzione giudiziaria del testimone.
Perché se corrompi un testimone che deve parlare di te, o lo ricompensi dopo che non ha parlato di te, vuol dire che tu ti sei comprato il processo. Cioè hai fatto in modo che un colpevole venisse assolto mentre era colpevole e meritava un condanna. Quindi, perché noi sappiamo di questa lettera? In fondo è una lettera privata di un cliente a un suo commercialista, direbbe un italiano nella sua mentalità italiana.
Attenzione. Qui siamo a Londra. A Londra, il commercialista Drennan, tenuto a regole di comportamento etico strettissime, con un codice
deontologico severissimo, letta quella lettera dice: “qui c’è puzza di
 mazzette. Qui c’è puzza di evasione fiscale”. Che cosa fa? Copre il suo
 cliente? Ma manco per sogno. Lo denuncia al fisco inglese. Pensate, il
 commercialista di Mills, pagato da Mills, denuncia Mills al fisco inglese.
 Parte l’indagine e le carte vengono trasmesse al tribunale di Milano per i
 reati commessi da quello che gli ha dato i soldi. Secondo Mills, e cioè 
mister B. Abbiamo quindi la confessione di un ex-consulente della Fininvest. È questo che innesca il processo. Non le toghe rosse… Naturalmente poi Mills, quando scopre che gli hanno trovato la lettera si precipita a Milano, prima dice  che è vera, poi smentisce, poi ritratta, poi ritratta la ritrattazione. Ma  insomma, fa fede quello che hai scritto quando pensavi che nessuno ti leggesse. A parte il tuo commercialista.
Su questo si basa il processo Mills. E alla vigilia della sentenza, Berlusconi teme, sapendo ovviamente di avere fatto quello che ha fatto, una condanna non perché il giudice è rosso, ma perché c’è la lettera di Mills che lo incastra. Oltre al versamento. E quindi cosa fa? Ancora una
 volta è costretto a difendersi per legge. Anziché nel processo, cioè in 
aula, lui si difende dal processo stando in un’altra aula, quella del Parlamento, dove ha scritto una lettera al suo riportino Schifani, per farsi benedire e soprattutto per ottenere corsie di emergenza per una legge che è spettacolare.
È una legge blocca-processi. Pensate che cosa si sono inventati. Dice: “noi blocchiamo tutti quei processi per fatti commessi fino a giugno del 2002 che si trovino nella fase o dell’udienza preliminare o del dibattimento di primo grado. Naturalmente il processo Mills riguarda fatti commessi entro e non  oltre giugno 2002 e nella fase del dibattimento di primo grado.
E li blocchiamo per un anno.
Pensate che generosità.
Ellekappa ha fatto vignetta bellissima, dice: “Berlusconi è altruista. Rinuncia volentieri ai suoi processi, a vantaggio di quelli altrui”.
È un samaritano, praticamente.
Quelli altrui andranno avanti, i suoi resteranno bloccati. Ma assieme ai suoi, resteranno bloccati tutti quelli come i suoi.
E adesso qualcuno dirà: “va beh, saranno le solite quattro o cinque questioni finanziarie di cui siete fissati voi giustizialisti”. No.
Vengono sospesi obbligatoriamente i processi per: sequestro di persona, estorsione, rapina, furto in appartamento, furto con strappo, associazione per delinquere, stupro e violenza sessuale, aborto clandestino, bancarotta fraudolenta, sfruttamento della prostituzione, frodi fiscali, usura, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, detenzione di documenti falsi per l’espatrio, corruzione, corruzione giudiziaria – è quella di Mills – abuso d’ufficio, peculato, rivelazioni di segreti d’ufficio, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti, detenzione di materiale pedo-pornografico, porto e detenzione di armi anche clandestine, immigrazione clandestina – pensate, dopo tutte le menate che fanno con la storia dell’immigrazione clandestina, adesso sospendono i processi – calunnia, omicidio colposo per colpa medica – tutti gli errori dei medici – omicidio colposo per norme sulla circolazione stradale vietata – tutti quelli che stendono la gente per la strada ubriachi, bene quelli non li si processa – truffa alla Comunità Europea, maltrattamenti in famiglia, incendio e incendio boschivo, molestie, traffico di rifiuti, adulterazione di sostanze alimentari, somministrazione di reati pericolosi, circonvenzione di incapace.
Tutti questi, essendo puniti con pene inferiori ai dieci anni, vengono 
sospesi.
Per sospenderne uno, l’Associazione Magistrati ha calcolato che ne ospende circa centomila.

Esempio, perché poi c’è anche un aspetto psichiatrico in questa legge. no
straniero violenta una studentessa alla fermata del tram.
Secondo esempio, uno studente cede una canna di hashish a un coetaneo. Quale processo viene sospeso e quale invece si fa subito? Si fa subito quello allo studente che ha ceduto la canna.
Mentre quello dello straniero irregolare che ha violentato la studentessa viene rinviato a data da destinarsi.
 
Due zingarelle rapiscono un bambino. Oppure, due zingarelle rubano un pezzo di formaggio in un supermercato e uscendo la guardia giurata.
Quale processo si fa per primo? Naturalmente quello alle due zingarelle che rubano il 
formaggio.
 Non a quelle che rapiscono il bambino.
 Risposta numero tre. Un chirurgo in un intervento fa un grave errore e
 provoca la morte di un bimbo. Un giovane ruba il telefono cellulare a un
 coetaneo e lo minaccia con un coltellino. Quale processo si fa prima? Si fa
 prima quello del furto del cellulare, non quello dell’errore medico.

Esempio numero quattro.
Un assessore becca una tangente per truccare appalti.
Suo figlio compra un motorino rubato e poi ci cambia la targa.
Indovinate quale processo viene sospeso? Naturalmente quello per la tangente. Invece quello per il motorino si fa subito.


Infine, uno straniero ubriaco a bordo di un’auto rubata investe tre pedoni
sulle strisce.
Oppure due parcheggiatori abusivi chiedono un euro a un
automobilista e minacciano di rigargli la macchina se non glielo da. Quale
processo si fa per prima? Quello al posteggiatore abusivo. Quello allo
straniero ubriaco che ha steso le tre persone sulle strisce, no.

Questi sono tutti esempi che ha fatto l’Associazione Magistrati in uno 
studio sugli effetti di questa legge.
Una legge che oltretutto non sospende i processi solo per un anno.
Dice di sospenderli per un anno, poi in realtà bisognerà rimetterli a ruolo.
La prescrizione si blocca per un anno. Dopodichè tutti i tempi morti, anni e anni, che richiederanno ai tribunali per rimetterli nel ruolo, farà sì che tutti quei processi sospesi per un anno riposeranno in pace e finiranno tutti in prescrizione.
Compreso quello a Berlusconi.
È quello che vi dicevo prima.
È facilissimo con questi esempi far vedere
come, per bloccare il processo Mills, si bloccano un terzo dei processi che 
poi realmente si fanno – un quarto, un quinto, stiamo parlando comunque di una quota enorme – che tutte le vittime che aspettavano di avere giustizia da quei processi si dirà loro: “chi si è visto, si è visto. Perché Berlusconi esce, e quindi escono anche tutti quelli come lui”. Il conflitto di interessi è
immediatamente chiaro.
Lo si capisce benissimo.
Il nostro interesse è che quei processi si facciano. Il suo è, ovviamente, che quei processi non si facciano perché così non si fa nemmeno il suo, che non arriva a sentenza.
E lui lo sa, come sarà la sentenza.
Prossima settimana vedremo, tanto la stanno  scrivendo, quali conseguenze comporterà e quali balle ci stanno raccontando a proposito del Lodo Schifani Bis.
Il Lodo Schifani bis stanno preparandolo, stanno decidendo quali alte cariche inserire. Perché cinque sembravano poche, quindi pare che adesso ne vogliano mettere diciannove, forse anche il presidente dell’ ArciCaccia, chi lo sa, l’Esercito della Salvezza… ci sono varie istituzioni da immunizzare. E probabilmente, da quando si è messo il panama in testa, come Al Capone, e ha chiesto a un vescovo di fargli fare la comunione anche se è divorziato, è molto probabile che nel Lodo Schifani bis ci sia anche il 
diritto di fare la comunione almeno per i divorziati che hanno il nome che comincia per “S”, il cognome che inizia per “B” e la testa bitumata.
 Grazie e passate parola."
 
Marco Travaglio

Tags: muuuuuu
 
22 Giugno 2008

Omaggio ad un grande amico!

amico

 
20 Giugno 2008

20 giugno - Giornata Mondiale Del Rifugiato

Per anni, molti paesi e regioni hanno celebrato le loro giornate, o anche settimane, del rifugiato. Di queste celebrazioni, una delle più famose era l'Africa Refugee Day, che già in diversi paesi del continente si celebrava il 20 giugno. Come espressione di solidarietà con l'Africa, che ospita milioni di rifugiati e che ha sempre tradizionalmente mostrato grande generosità verso di loro, nel 2000 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità una speciale Risoluzione che ha designato il 20 giugno di ogni anno come la Giornata Mondiale del Rifugiato.
La Giornata Mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull’inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda: se gli stessi rifugiati si rifiutano di abbandonare la speranza, come possiamo farlo noi?
La Giornata Mondiale del Rifugiato è un omaggio all'indomabile energia e coraggio dei rifugiati di tutto il mondo, e come tale dovrebbe essere una vera celebrazione. In tutto il mondo questa giornata di festa e omaggio si esprime in centinaia di modi diversi, da concerti rock a conferenze a commemorazioni religiose. Ma che venga celebrata con una semplice festa di paese, con un’iniziativa scolastica o con una cerimonia delle Nazioni Unite, il 20 giugno è una giornata nella quale pensiamo ai rifugiati di tutto il mondo ed estendiamo a loro il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.

“Vi esorto a celebrare lo straordinario coraggio

e il contributo apportato dai rifugiati di ieri e di oggi”

(Kofi Annan, ex segretario generale  delle nazioni unite)

20 giugno - Giornata Mondiale Del Rifugiato




Per anni, molti paesi e regioni hanno celebrato le loro giornate, o anche settimane, del rifugiato. Di queste celebrazioni, una delle più famose era l'Africa Refugee Day, che già in diversi paesi del continente si celebrava il 20 giugno. Come espressione di solidarietà con l'Africa, che ospita milioni di rifugiati e che ha sempre tradizionalmente mostrato grande generosità verso di loro, nel 2000 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità una speciale Risoluzione che ha designato il 20 giugno di ogni anno come la Giornata Mondiale del Rifugiato.
La Giornata Mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull’inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda: se gli stessi rifugiati si rifiutano di abbandonare la speranza, come possiamo farlo noi?
La Giornata Mondiale del Rifugiato è un omaggio all'indomabile energia e coraggio dei rifugiati di tutto il mondo, e come tale dovrebbe essere una vera celebrazione. In tutto il mondo questa giornata di festa e omaggio si esprime in centinaia di modi diversi, da concerti rock a conferenze a commemorazioni religiose. Ma che venga celebrata con una semplice festa di paese, con un’iniziativa scolastica o con una cerimonia delle Nazioni Unite, il 20 giugno è una giornata nella quale pensiamo ai rifugiati di tutto il mondo ed estendiamo a loro il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.

“Vi esorto a celebrare lo straordinario coraggio

e il contributo apportato dai rifugiati di ieri e di oggi”

(Kofi Annan, ex segretario generale  delle nazioni unite)

20 giugno - Giornata Mondiale Del Rifugiato

Per anni, molti paesi e regioni hanno celebrato le loro giornate, o anche settimane, del rifugiato. Di queste celebrazioni, una delle più famose era l'Africa Refugee Day, che già in diversi paesi del continente si celebrava il 20 giugno. Come espressione di solidarietà con l'Africa, che ospita milioni di rifugiati e che ha sempre tradizionalmente mostrato grande generosità verso di loro, nel 2000 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato all'unanimità una speciale Risoluzione che ha designato il 20 giugno di ogni anno come la Giornata Mondiale del Rifugiato.
La Giornata Mondiale del Rifugiato dovrebbe costituire un momento per fermarsi a riflettere sulla drammatica condizione dei rifugiati e sull’inesauribile coraggio che impiegano in ogni fase della loro personale vicenda: se gli stessi rifugiati si rifiutano di abbandonare la speranza, come possiamo farlo noi?
La Giornata Mondiale del Rifugiato è un omaggio all'indomabile energia e coraggio dei rifugiati di tutto il mondo, e come tale dovrebbe essere una vera celebrazione. In tutto il mondo questa giornata di festa e omaggio si esprime in centinaia di modi diversi, da concerti rock a conferenze a commemorazioni religiose. Ma che venga celebrata con una semplice festa di paese, con un’iniziativa scolastica o con una cerimonia delle Nazioni Unite, il 20 giugno è una giornata nella quale pensiamo ai rifugiati di tutto il mondo ed estendiamo a loro il nostro incoraggiamento, sostegno e rispetto.

“Vi esorto a celebrare lo straordinario coraggio

e il contributo apportato dai rifugiati di ieri e di oggi”

(Kofi Annan, ex segretario generale  delle nazioni unite)

 

 
avanti >

Studenti.it Iscriviti alla community di Studenti.it Segnala un abuso Crea il tuo blog Foto Vip
© BanzaiMedia | Community | Tutti i video | Testi canzoni | Cinema e Film | Aiuto e supporto